Per 250 bambini faentini la campanella suonerà con oltre due settimane di anticipo. Da lunedì 31 agosto le scuole primarie torneranno ad animarsi per laboratori, sport, attività educative, compiti e giochi. Una sperimentazione che nell’intera Unione della Romagna Faentina coinvolgerà circa 350 alunni e che nasce per dare una risposta alle famiglie prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

A Faenza le scuole riaprono per 250 bambini

Mentre per la maggior parte degli alunni l’estate è ancora in corso, a Faenza saranno circa 250 i bambini che da lunedì 31 agosto torneranno negli spazi della scuola. Non per riprendere le lezioni, ma per partecipare al progetto regionale «La scuola che riparte insieme», rivolto agli alunni della scuola primaria e organizzato in collaborazione con i Comuni. Nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina gli iscritti sono circa 350. La proposta -completamente gratuita – si svolgerà al mattino, dalle 8 alle 13, senza servizio mensa. Le attività proseguiranno fino all’11 settembre, pochi giorni prima dell’inizio ufficiale delle lezioni, fissato per il 15 settembre.

Niente lezioni, ma sport, laboratori, compiti e giochi

Ci saranno laboratori, attività motorie e sportive, momenti ricreativi e uno spazio per il supporto ai compiti delle vacanze. «I bambini tornano nella loro scuola», spiega Martina Laghi, assessora alla Scuola, Formazione e Sport. La fascia interessata comprende bimbi dalla seconda alla quinta primaria, che già frequentano quegli ambienti. Gli spazi utilizzati saranno quelli messi a disposizione dagli istituti: mense, palestre, cortili e altri ambienti che possano essere utilizzati senza interferire con la preparazione dell’anno scolastico. A gestire le attività saranno gli enti del Terzo Settore già presenti sul territorio, con il coordinamento amministrativo affidato a Zerocento, che si avvale della collaborazione di Cooperativa Sociale Sacra Famiglia, Librazione e Atlantide. È coinvolta anche Sant’Umiltà, che gestisce direttamente una settimana di attività.

Circa 350 iscritti nell’Unione

Le richieste hanno superato le aspettative. La popolazione scolastica dei sei Comuni supera infatti i 3.000 bambini, mentre i posti disponibili erano limitati. «Avevamo stabilito dei criteri per una graduatoria con un numero limitato, ma chi ha fatto richiesta è stato preso: nessuno è stato lasciato fuori», racconta Laghi. In alcuni casi è stato necessario indirizzare le famiglie verso altri istituti quando quelli inizialmente scelti avevano raggiunto la capienza. A Faenza i gruppi contano generalmente tra 30 e 60 bambini, con una distribuzione delle iscrizioni che ha consentito di accogliere le richieste. Tra gli iscritti nell’intera Unione ci sono una ventina di bambini con disabilità. Tra gli obiettivi dell’amministrazione, raggiungere le frazioni, come Reda e Granarolo, per rendere il servizio più capillare. «Un traguardo importante – precisa l’assessora – perché nelle frazioni ci sono meno centri estivi». E proprio qui le iscrizioni sono andate in breve sold out.

Scuola al mattino per evitare le ore più calde

Qualche preoccupazione per il caldo c’è. «Nessuna scuola statale ha l’aria condizionata, ma i bambini non sono obbligati a stare dentro», spiega Martina Laghi. Anche per questo il progetto si concentra nella fascia mattutina, dalle 8 alle 13. Non tutto si svolgerà al chiuso. Cortili e spazi esterni degli istituti potranno essere utilizzati per le attività e il programma sarà modulato anche in base alle condizioni meteorologiche, con in piscina.

Il primo test in vista dei prossimi anni

Dietro l’avvio del progetto c’è stato un lavoro organizzativo intenso. La macchina si è messa in moto in tempi stretti, con la necessità di coordinare amministrazione, scuole, cooperative e famiglie. «La proposta è arrivata a fine maggio e abbiamo costruito tutto in due mesi», spiega l’assessora. L’organizzazione sarà uno degli aspetti da valutare al termine della sperimentazione. «È importante partire per tempo per fare un progetto che coinvolga la scuola», osserva. Un primo esperimento, che racconta di un’esigenza sentita dalle famiglie, alle prese con le settimane che separano la fine dei servizi estivi dall’inizio dell’anno scolastico. «Alla fine delle due settimane faremo una verifica e vedremo come è andata – conclude Laghi -. Il bisogno delle famiglie c’è». La valutazione riguarderà anche il rapporto con le scuole, l’utilizzo degli spazi, le modalità organizzative e le risorse necessarie.

Barbara Fichera