Un parco animato, il valore delle relazioni che supera la logica dell’usa e getta e una comunità che si ritrova per scommettere insieme sulla sostenibilità. Lo scorso 4 giugno, il parco Tassinari di Faenza ha ospitato una nuova edizione della “Fiera del Baratto e del Riuso”, un appuntamento nato in città nel lontano 2011. L’evento, organizzato dalla Caritas Diocesana di Faenza-Modigliana con Farsi Prossimo e YOUng Caritas, è stato reso possibile grazie al prezioso sostegno dei fondi 8xmille e al patrocinio dei Comuni di Faenza e Russi.

I partecipanti hanno avuto modo  di sperimentare concretamente un’alternativa al tradizionale modello economico lineare. A ogni oggetto consegnato corrispondeva un gettone di legno, utilizzabile per prenderne un altro. Ma la cosa più bella è che anche il tempo donato ha avuto un valore monetizzabile: chi ha scelto di fare il volontario ha ricevuto cinque gettoni per ogni ora di servizio svolta. In un’epoca dominata dal consumismo sfrenato, il baratto vuole essere un’alternativa sociale in cui ogni scambio ha, prima di tutto, un valore umano.

Per fare il bilancio di questa giornata di festa e riflessione, abbiamo intervistato Marta Tondini, operatrice di Farsi Prossimo e tra le curatrici del percorso.

Un bilancio oltre le aspettative: libri e giochi per bambini i più scambiati

Marta, che aria si è respirata al parco Tassinari? Come è andata questa edizione?

Siamo davvero molto contenti, è andata bene e abbiamo registrato tanta partecipazione, in linea con l’ottimo riscontro dello scorso anno. Quest’anno la grande novità è stata l’allungamento dell’orario serale, con l’allestimento di uno stand conviviale e un punto per la cena gestito da un’associazione giovanile di Russi. Le persone hanno risposto con entusiasmo, portando tantissimi oggetti usati. Il fulcro della fiera, d’altronde, è proprio questo: dimostrare che l’usato che abbiamo dimenticato in casa può riacquistare valore se scambiato. Rispetto al passato, in cui andavano per la maggiore i vestiti da donna, quest’anno siamo rimasti stupiti dall’enorme quantità di libri di ogni tipo e di articoli per l’infanzia, tra vestiti, giochi e letture per bambini.

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Non solo scambi, ma anche tanta vita attorno alla Fiera. Com’è stato il clima generale?

Bellissimo. C’è stata una ricca parte musicale che ha dato spazio e opportunità di esibirsi a diverse band giovanili del territorio. Di contorno abbiamo proposto laboratori e workshop aperti a tutti, bambini e adulti, realizzati grazie alla rete con le tante associazioni partner. Dietro a queste attività c’è un messaggio chiaro: la creatività può riciclare e, partendo da ciò che sembra scarto, si può creare qualcosa di splendido.

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La moneta del tempo e il protagonismo dei giovani

Dietro le quinte c’è stato un grande lavoro di squadra, soprattutto delle nuove generazioni.

Sì, la fiera è stata realizzata grazie a una trentina di volontari di Caritas e Farsi Prossimo. La nota più positiva è che i giovani sono stati veri protagonisti fin dall’ideazione. Abbiamo organizzato un percorso partecipato in cui diversi ragazzi ci hanno dato una mano a realizzare concretamente l’evento. Vedere i giovani partecipare e assumersi la responsabilità di fare qualcosa di bello per la propria comunità è un segnale di grande speranza.

Una “rivoluzione semplice” che guarda al futuro

Perché il tema del riuso è così centrale oggi e cosa ti porti nel cuore a livello personale?

A livello personale, la cosa più emozionante è vedere tanti mesi di lavoro concretizzarsi in una giornata così partecipata “col cuore”. Quando ci si ritrova nel parco con una comunità che condivide il messaggio del “prendersi cura”, si ritrova il senso profondo dell’impegno che mettiamo in campo ogni giorno. Il riuso per me è una cosa talmente semplice che possiamo fare tutti: accorgerci di ciò che abbiamo già intorno e provare a non farci travolgere dalla vena consumistica che condiziona le nostre abitudini. È un gesto strutturalmente semplice, ma se fatto da tante persone può davvero fare la differenza.

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La Fiera si è conclusa, ma l’impegno di Farsi Prossimo e YOUng Caritas non si ferma qui. Come proseguiranno queste iniziative?

Quest’estate continueremo a raccontare le belle realtà del territorio sul tema della sostenibilità, collaborando anche con i ragazzi di Lavori in Unione. E poi, visto il successo, c’è già l’idea e il desiderio di replicare questa fiera del baratto anche in altre realtà del nostro territorio diocesano.

Una rete fitta di collaborazioni Il successo della Fiera è il frutto di un lavoro corale. Accanto a Farsi Prossimo e YOUng Caritas, l’evento ha visto la collaborazione di tantissime realtà locali che testimoniano la vivacità del nostro tessuto associativo: Legambiente, Overall, Aula 21, Spazio Zero, Loop, Compagnia del Grifone, Le Botteghe, Rione Verde, Dress Again, Terra Condivisa, Operazione Mato Grosso, Ludobus e Kaleidos. A tutti loro va il ringraziamento per aver dimostrato che l’economia circolare non è un’utopia, ma una scelta quotidiana possibile.