Il dato è netto: a distanza di quarant’anni dalla sua istituzione, circa il 70% dei cattolici non conosce ancora bene come funzioni il sistema di sostegno economico alla Chiesa. Spesso ci si muove per “sentito dire”, alimentando dubbi che frenano un gesto che, al contrario, è un grande esempio di democrazia e partecipazione. Firmare per l’8xmille non è solo un atto burocratico, ma un modo per sostenere la missione della Chiesa: culto e pastorale, carità in Italia e nel mondo, e il sostentamento dei sacerdoti. Per aiutare a scegliere con consapevolezza, abbiamo raccolto e sfatato alcuni luoghi comuni più diffusi.
Gli 8 miti da sfatare
1. “Firmare significa pagare una tassa in più”
Falso. L’8xmille non è una tassa aggiuntiva.
È una quota del gettito Irpef che lo Stato ha già prelevato e che decide di destinare sulla base delle scelte espresse dai cittadini. Se non firmi, quella quota viene comunque prelevata, ma ripartita in base alle scelte di chi ha firmato.
2. “La Chiesa è già ricca e non ha bisogno di soldi”
Falso. La Chiesa non è una holding finanziaria. Per fare un esempio concreto, i redditi derivanti dai patrimoni diocesani coprono appena il 5% del fabbisogno necessario per remunerare i sacerdoti. Senza il contributo dei fedeli, molte attività si fermerebbero.
3. “Ai sacerdoti ci pensa il Vaticano”
Falso. Esiste una distinzione netta tra la Santa Sede (Vaticano) e la Chiesa cattolica italiana.
I nostri sacerdoti e le parrocchie dipendono quasi interamente dalle scelte e dalle offerte fatte dai cittadini in Italia.
4. “I soldi dell’8xmille non vanno mai in carità”
Falso. Ogni anno la Chiesa destina somme ingenti a progetti caritativi. Solo nel 2024, sono stati assegnati 275 milioni di euro per la carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. Parliamo di mense, centri d’ascolto, aiuti a famiglie in difficoltà e progetti di sviluppo nel Terzo Mondo.
5. “Chi non presenta la dichiarazione dei redditi non può firmare”
Falso. Anche chi non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi (perché ha solo redditi da pensione o da lavoro dipendente e non ha spese da scaricare) può comunque esprimere la propria scelta utilizzando una scheda specifica da consegnare gratuitamente.
6. “Se firmo per il 5xmille, non posso firmare per l’8xmille”
Falso. Sono scelte distinte e compatibili tra loro. Ogni contribuente può decidere di destinare contemporaneamente l’8xmille, il 5xmille e il 2xmille a soggetti diversi senza alcun costo aggiuntivo.
7. “Già faccio l’offerta durante la Messa, basta quella”
Falso. La colletta domenicale serve per le necessità immediate della parrocchia (bollette, manutenzione ordinaria). L’8xmille e le offerte deducibili servono invece a sostenere i sacerdoti a livello nazionale e a finanziare grandi opere di edilizia di culto e interventi caritativi complessi che la singola parrocchia non potrebbe affrontare.
8. “La Chiesa non paga le tasse”
Falso. È uno dei pregiudizi più duri a morire.
In realtà, gli enti ecclesiastici sono soggetti al regime fiscale previsto per gli enti non commerciali e pagano le imposte previste dalla legge sulle attività non legate esclusivamente al culto.















