Non è stata solo la riapertura dopo un lungo cantiere, ma il battito di un cuore che ricomincia a scandire il tempo di un’intera vallata. Domenica 29 marzo, in occasione della celebrazione delle Palme, la comunità di Brisighella ha varcato nuovamente la soglia della chiesa collegiata di San Michele Arcangelo, chiusa dall’agosto 2022 a causa di gravi cedimenti strutturali.

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Il clima di festa ha accompagnato fin da subito la solenne processione, composta da centinaia di persone, che, partendo dalla chiesa dell’Osservanza, ha raggiunto il Duomo per la celebrazione presieduta dal vescovo monsignor Mario Toso assieme al parroco don Marco Ferrini, al vicario generale e amministratore parrocchiale don Michele Morandi e al cerimoniere don Stefano Lega. “Per tutti noi si tratta di un momento di festa – ha spiegato il parroco – e ora, attorno alla chiesa, dobbiamo ricostruire soprattutto le pietre vive della nostra comunità”.

Dopo la ferita della chiusura, il “ritorno a casa”

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A parlare, oltre alla solennità del rito, sono state anche le voci e gli occhi lucidi dei tanti fedeli che hanno affollato le navate. Le testimonianze raccolte tra la folla – mentre le percussioni dei tamburi medioevali scandivano la festa – restituiscono il senso profondo di questa giornata. Per molti brisighellesi, la chiusura forzata era diventata «come una ferita» aperta nel tessuto del paese. «Il momento più emozionante? – racconta Filippo – varcare di nuovo la porta della chiesa con tutta la nostra comunità».

«Tornare in questa chiesa è stato un momento bellissimo», racconta un giovane scout, ricordando come l’ultima volta che vi era entrato fosse per la sua Prima Comunione. Particolarmente toccante, spiega Sara del gruppo scout Valdilamone, è stata la partecipazione dei più piccoli: i Lupetti e le Coccinelle del gruppo scout, molti dei quali non avevano mai partecipato a una messa in Collegiata a causa della lunga chiusura, hanno vissuto l’ingresso come una novità assoluta, mentre per i più anziani è stato, molto semplicemente, «un ritorno a casa».

Maria Paolina, guida turistica locale ha sottolineato il valore aggiunto per l’intero borgo: «Vedere la Collegiata ristrutturata è fondamentale. La risposta del popolo è stata incredibile, la chiesa era piena di gente che non vedeva l’ora di rientrare».

Ora, importante lavorare sulle “pietre vive”

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Il vescovo Mario, durante la celebrazione, ha ribadito che questa riapertura non deve essere vista come un evento isolato, ma come «l’occasione di una rinascita sociale, culturale e religiosa» per un territorio duramente provato da alluvioni e terremoti. Il concetto è stato ripreso con forza nelle testimonianze dei presenti: dopo aver messo in sicurezza le pietre dell’edificio, ora la sfida è «lavorare sulle pietre vive» della comunità cristiana e civile.

Il sindaco Pederzoli: “Un simbolo della nostra identità”

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Anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Massimiliano Pederzoli, ha espresso soddisfazione, definendo la Collegiata, insieme al Santuario del Monticino, il simbolo della coesione e della pace di Brisighella. La grande partecipazione di popolo è stata la prova tangibile di quanto la comunità sia legata a questo luogo di fede.

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I lavori non sono ancora del tutto ultimati. L’intervento principale di consolidamento sismico – reso necessario dalla siccità che aveva compromesso le fondazioni argillose – è stato completato grazie a un investimento di oltre 1,1 milioni di euro, sostenuto dai fondi 8xmille della Cei, da La Bcc e da numerosi donatori privati. Mentre si guarda già ai prossimi passi, come il restauro dell’ex sacrestia e gli imminenti lavori al Santuario del Monticino, Brisighella si gode la sua «nuova primavera». Come è stato ricordato durante la festa, la Collegiata è tornata a essere quel «tempio spirituale» dove la comunità si ritrova unita nella missione di annunciare il Vangelo

L’omelia del vescovo: “La Chiesa di Dio, fatta di pietre vive, tempio spirituale

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Carissimi, con la processione delle Palme siamo saliti alla casa del Signore, la dimora fatta di pietre, per celebrare l’Eucaristia, l’incarnazione, morte e risurrezione del Figlio di Dio, che si è fatto uno di noi, piantando la sua tenda in mezzo al suo popolo. È motivo di gioia la riapertura di questa casa di preghiera chiusa nel 2022 per il dissesto del terreno su cui poggia, dopo alcuni anni di intensi lavori di consolidamento e di attento restauro da parte della ditta CMCF.

Tutte le componenti ecclesiali, assieme al Parroco don Marco Ferrini, a don Stefano Lega, viceparroco, ai sacerdoti concelebranti, al Vicario Generale don Michele Morandi, rappresentante legale della parrocchia, alle autorità cittadine, al Sig. Sindaco Massimiliano Pederzoli, alla Vice Sindaca Marta Farolfi, alla Giunta comunale, alle Suore della Sacra Famiglia dell’Istituto Lega, alle Associazioni degli Scout, dell’AC, dell’ANSPI, di Un raggio splenderà di Pieve Tho, dei volontari, ringraziano tutti coloro che mediante il loro impegno e le loro generose elargizioni hanno consentito il ritorno della comunità cristiana nella chiesa ripristinata. Sono già state ricollocate alcune opere artistiche importanti per la nostra Chiesa e, ultimate le consultazioni con la Sovraintendenza, in ordine al restauro e alla sicurezza, verranno posizionate anche le preziose tavole del Palmezzano.

Oggi tutti si stringono attorno al Signore Gesù che fa il suo ingresso trionfale nella città di Gerusalemme. Noi che siamo ascesi a questa storica ed imponente collegiata l’abbiamo fatto per unirci spiritualmente a Gesù che continua a vivere nella storia la sua Passione d’amore per l’umanità, devastata da insensate guerre fratricide, e per ringraziare il Padre, datore di ogni dono, perché non ci fa mai mancare ciò di cui abbiamo più bisogno.

Cari fratelli e sorelle, cari giovani, celebrando la Domenica delle Palme, intendiamo immedesimarci nel Signore Gesù, vogliamo fidarci del suo immenso disegno di amore, per farne il fondamento della nostra casa, per formare il Corpo di Cristo, la Chiesa di Dio, fatta di pietre vive, tempio spirituale.

Per essere e vivere come famiglia di Dio, popolo santo, i credenti si uniscono a Cristo sempre veniente. Aperti al colloquio con Dio e con i popoli della terra, seminano e diffondono il Regno di Dio. Vivendo l’amore di Cristo, trasfigurano tutte le cose, le società, le famiglie, con il suo Spirito, camminano verso la Gerusalemme celeste.

Se noi guardassimo da un punto superiore la Collegiata nella quale ci troviamo avremmo davanti agli occhi la visione di una dimora piena di luce dorata, coronata in cima dai riflessi color celeste della cupola. È uno scenario che intende riprodurre il paradiso verso cui noi umanità, pellegrini su questa terra, siamo incamminati per vivere nella casa di Dio, la Gerusalemme celeste.

In breve, cari fratelli e sorelle, ricordiamo in questa Domenica delle Palme che la nostra vita di fede, alla luce della Passione del Signore si configura come: una continua ascesa, verso una intensa comunione con il Signore Gesù, Uomo Nuovo, Redentore e trasfiguratore della nostra esistenza, che sfocia nella condivisione della vita d’amore di Dio e rimane in Lui.

Auguro a ciascuno di voi la grazia di iniziare questa Settimana Santa riconoscendo nelle sofferenze del Signore le proprie sofferenze, perché siano risignificate dal suo amore compiuto per sempre nella Pasqua. Buon cammino nella fede.