Dopo essere stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gli studenti e le insegnanti dell’ITIP “L. Bucci” di Faenza sono stati accolti a Palazzo Manfredi dall’amministrazione comunale per raccontare l’emozionante percorso che li ha portati ai vertici del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”.
Studio della storia ed impegno civile
Nel corso dell’incontro in residenza municipale, gli studenti che hanno fatto parte della delegazione a Roma e quelli che hanno partecipato al viaggio della Memoria in Polonia, insieme alle loro docenti, hanno portato la propria testimonianza diretta di un’esperienza che ha unito lo studio della storia all’impegno civile.
Dare voce alla vittime e riflettere sull’impatto delle leggi razziali
I ragazzi hanno ripercorso i momenti salienti del loro lavoro, nato quasi spontaneamente durante le ore di religione, spiegando come il progetto sia stato per loro un modo per dare voce al silenzio delle vittime e per riflettere sull’impatto devastante delle leggi razziali.
L’emozione nell’essere ricevuti da Mattarella
“Essere ricevuti dal Presidente Mattarella -hanno detto gli studenti in viaggio a Roma- è stata un’emozione indescrivibile, ci ha fatto capire che il nostro impegno non è passato inosservato e che la nostra voce di giovani conta”.
“Vedere con i propri occhi i luoghi dove tutto è accaduto – hanno poi raccontato i colleghi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria in Polonia – come il Binario 21 o i campi di Auschwitz, trasforma profondamente quello che leggi sui libri; non è più solo storia, ma diventa una responsabilità personale che ci portiamo a casa”.
Gli studenti hanno descritto come il contatto diretto con la memoria li abbia aiutati a comprendere che il ricordo non è un esercizio passivo, ma un dovere quotidiano contro l’indifferenza.
I complimenti dell’amministrazione comunale
L’amministrazione comunale ha espresso i più sentiti complimenti agli alunni e al corpo docente per lo straordinario risultato raggiunto, lodando la capacità della scuola di formare cittadini attenti e responsabili, capaci di distinguersi a livello nazionale per spessore umano e culturale.














