Sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17.30, presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza (Palazzo Laderchi, Corso Giuseppe Garibaldi 2), sarà presentato il volume “Essere Donna tra Medioevo e Rinascimento. Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile”, firmato dall’autore e consulente storico Eugenio Larosa.

Un volume che nasce da un’ampia ricerca storica

L’incontro sarà introdotto da Aldo Ghetti, curatore del Museo, e vedrà la partecipazione della relatrice Martina Fabbri Nuccitelli, in dialogo con l’autore.

Il volume nasce da un’ampia ricerca condotta sulle fonti tra il XIV secolo e i primi decenni del XVI e si propone di offrire una ricostruzione documentata e accessibile della figura femminile tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento.

Particolare attenzione è dedicata alla gestualità, alla postura, alla conversazione e al rapporto tra immagine pubblica e comportamento privato: aspetti spesso marginalizzati negli studi tradizionali, ma fondamentali per comprendere la quotidianità femminile dell’epoca.

Il libro si rivolge non solo a studiosi e appassionati di storia medievale e rinascimentale, ma anche a rievocatrici, figuranti, attrici e operatrici culturali impegnate nella rappresentazione storica, offrendo uno strumento che coniuga rigore documentario e applicabilità pratica.

Chi è Eugenio Larosa

Eugenio Larosa, nato a Forlì nel 1975, da 4 anni è membro della Deputazione per il Palio di Faenza e collabora da anni con musei, enti culturali e associazioni storiche, curando consulenze, progetti di valorizzazione e attività formative. Con questa nuova pubblicazione consolida un percorso di ricerca dedicato alla cultura materiale, alla vita di corte e alla società del Quattrocento italiano.

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Eugenio Larosa

Un percorso culturale per valorizzare il periodo storico legato al Palio del Niballo

La presentazione si inserisce nel percorso culturale che il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea sta portando avanti negli ultimi anni, grazie alla figura del suo curatore Aldo Ghetti e alla collaborazione del Comune di Faenza, proseguendo nella scia di progetti e incontri dedicati allo studio e alla valorizzazione del periodo storico legato al Palio del Niballo. Un lavoro che consolida il dialogo tra ricerca storica, identità cittadina e patrimonio culturale.