Quale funzione per lo sport? Due recenti devastanti tragedie che sono costate la vita a due giovanissime ragazze la svizzera Muriel Furrer morta a 18 anni durante la prova juniores ai mondiali di ciclismo e Matilde Lorenzi, morta a vent’anni sugli sci durante un allenamento sul ghiacciaio della Val Senales, pongono drammatici interrogativi sul ruolo delle attività sportive, agonistiche e non nella nostra società. In particolare, fino a che punto sia lecito spingersi, in nome dello spettacolo e dei correlati interessi economici a rendere le prove agonistiche sempre più estreme e pericolose, anche a costo di mettere a repentaglio la salute e la vita di atlete e atleti.

Credo che al quesito debba essere data risposta negativa: anche le atlete e gli atleti sono persone e non mi pare lecito mettere a rischio la loro salute per ragioni economiche e di spettacolo. Credo che i migliori possano emergere anche in prove sportive dove le persone non rischiano la vita. Le sport è competizione, ma deve essere anche divertimento, socialità, e benessere. Lo sport, come afferma Papa Francesco, è un formidabile costruttore di pace e di inclusione sociale, a misura di persona. Se si muore a causa di esso, tutto viene vanificato.

Paolo Castellari

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