Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un artista faentino che riflette sul tema dell’alluvione e dei due giorni con i Faenza Buskers da poco trascorsi.

Pioggia di risate

Ne è passata di acqua sotto i ponti (…e un po’ anche sopra) dalla mia ultima partecipazione al Faenza Buskers. Sono davvero molto contento di poter tornare al festival […]e con delle previsioni meteo estremamente favorevoli. Nel prossimo weekend infatti hanno previsto rovesci di applausi, piogge di risate e un fiume, questa volta, di persone che invaderà il centro storico della nostra città. Ci saranno tanto sole e poche persone sole, con brevi scrosci di spiccioli sparsi (…da dover riordinare per tutta la notte). Addensamenti nuvolosi su persone isolate, serenità altrove. Sono previsti anche venti forti …o meglio: 19 forti che faranno la piramide umana e 1 debole lassù in cima. Rapide evoluzioni nei pressi del trapezista, qualche instabilità sulla fune, mentre sempre stazionario il mimo. Per queste particolari condizioni meteo, la cittadinanza è invitata a scendere ai piani bassi e seguendo il suono di piani e di bassi raggiungere il cuore della festa. […] Se avete qualche banconota doppia nella vostra collezione, potete portarla con voi che potrebbe servirmi per il finale (…io le colleziono per quantità, non per tipo). Anche perché la solita pioggia di monetine, oltre a farmi sentire Craxi, potrebbe mettere in difficoltà il nostro sistema fognario. Ma voi artisti di strada avete sempre i soldi in testa? Direte voi… Forse sì, ed infatti li teniamo nel cappello. […]

P.s. Dedico questo spettacolo,
A chi non riesce più a ricordarsi perché ha perso le foto,
A chi si sente fermo perché gli si è bloccato l’orologio,
A chi non crede più in niente perché gli sono crollate tutte le credenze,
A chi non riesce più a sognare perché quella notte i sogni li aveva nei cassetti,
A chi non riesce più a vedersi perché il fango gli ha sporcato gli specchi,
Ma ricordiamo:
Abbiamo perso le foto, ma non il ricordo.
Abbiamo perso gli orologi, ma non il tempo.
Abbiamo perso le credenze, ma non la fede.
Abbiamo perso i cassetti, ma non i sogni.
Abbiamo perso gli specchi, ma non noi stessi.


Tutto quello che conta davvero ce l’abbiamo sempre dentro, è alluvione-resistente, è anti calamità naturale. Dovremmo attaccarci una calamità per il frigo per non dimenticarlo mai che “I sogni sono IP68″. Ah boia è vero …avercelo un frigo! Ma quando sento il rimbalzo di responsabilità tra comune – regione – stato, di partiti che parlano di soldi che non sono mai arrivati (…dopotutto sono solo partiti), vorrei solo dirvi una cosa a nome di tutti quelli che hanno perso tutto e che la prima liquidità probabilmente gli tornerà di nuovo dal fiume:
Lavorate per costruire il rivale e abbattere ogni rivalità, Lavorate per costruire un argine e abbattere ogni muro (…a parte quello di via Renaccio ovviamente), o parafrasando un noto slogan: “fate Lamone, non fate la guerra” Perché il fiume torni a dormire nel suo letto …non nel mio.

Roberto Gorini

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