Con una nota stampa il Circolo Legambiente Lamone Faenza interviene sulla tematica delle bollette a carico delle famiglie e attività alluvionate.

“I ritardi da parte del Governo – commentano da Legambiente Faenza – nella nomina del Commissario straordinario per l’alluvione, ma soprattutto nell’emanazione dei decreti e dei relativi finanziamenti per i necessari interventi di messa in sicurezza dei territori e per i ristori alla popolazione colpita, fanno indignare tutta la comunità.

Noi non dimentichiamo le dichiarazioni del Governo Meloni sull’impegno a garantire “i ristori al 100%”, cosa che non sarebbe impossibile da mantenere, se solo si spostassero risorse oggi destinate alle spese militari e impegnate per ridurre le tasse a chi già ne paga poche.

Di questo sarebbe necessario discutere respingendo le strumentalizzazioni di chi tenta di scaricare sulle Amministrazioni locali (che pure possono avere altre colpe) le responsabilità nei ritardi delle iniziative necessarie per uscire da questa situazione.

Ad esempio – continuano da Legambiente Faenza – per quanto riguarda la sospensione dei pagamenti amministrativi fino al 31 agosto, ribadiamo che si tratta di una misura insufficiente e contraddittoria: noi pensiamo che i cittadini che non hanno avuto danni dovrebbero pagare anche subito, contribuendo a far entrare risorse necessarie alle casse degli Enti Locali, mentre i cittadini colpiti dai danni dovrebbero essere esentati dai pagamenti di IMU, TARI, ecc. e delle bollette.

In particolare, per quando riguarda i servizi territoriali (acqua, rifiuti, ecc.) certo è necessario che anche Hera faccia la sua parte per la solidarietà alla comunità, va benissimo coinvolgere Atersir e ARERA, ma i costi vivi delle bollette per chi è stato colpito dell’alluvione non devono essere pagati dagli interessati ma coperti dai famosi ristori al 100% promessi dal Governo.

Sarebbe bene che anche i consiglieri omunali locali di area governativa se ne ricordassero.”