Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, Ausl Romagna ha prodotto il report relativo alla settimana dal 20 al 26 giugno.

Nella settimana di riferimento si sono verificate 9.231 nuovi nuove positività (erano 6.303 la scorsa settimana, +2.928) su un totale di 25.519 tamponi.

Per la terza settimana consecutiva dunque le nuove positività continuano a crescere.

Risale anche la percentuale di tamponi positivi, in Romagna, sui tamponi effettuati: 36,2%, contro il 31,3% della scorsa settimana.

Nel ravennate i nuovi casi positivi riscontrati infatti sono stati 2.922( rispetto alla settimana precedente, +777).

In aumento anche i pazienti ricoverati nei reparti covid degli ospedali romagnoli: sono infatti 181 le persone ricoverate (+50 rispetto alla scorsa settimana) mentre 6 pazienti sono in terapia intensiva(-2 rispetto a sette giorni fa).

Si continua purtroppo a morire di covid 19 in Romagna. Sono 11 le vittime del virus(erano sempre 8 la scorsa settimana), di cui 9 nel distretto ravennate(erano 3 sette giorni fa).

 Mattia Altini (direttore Ausl Romagna): “Omicron 5 si diffonde velocemente e aumentano casi e ricoveri in degenza ordinaria”

“I dati di questa settimana –  commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna, registrano un’ulteriore crescita, prevedibile di casi a cui corrisponde un aumento dei ricoveri nei reparti di degenza ordinaria, ma la percentuale di occupazione dei posti letto a livello aziendale si mantiene ancora lontana dalla soglia di allerta. 

Omicron 5, anche se meno aggressiva, si sta diffondendo velocemente, complice anche il nostro comportamento che con il venir meno delle restrizioni è meno attento. Non dobbiamo allarmarci ma neanche sottovalutare i rischi. La raccomandazione per tutti è di fare attenzione.

E’ bene continuare a usare la mascherina, anche se non c’è più l’obbligo, nelle situazioni in cui c’è folla ed è difficile mantenere il distanziamento, e proteggerci con la vaccinazione che resta fondamentale per prevenire le conseguenze più gravi dell’infezione. Mi rivolgo ancora una volta  alle persone più fragile e ultraottantenni: fate la quarta dose, non è tardi per vaccinarsi”.